Stemma Gonnosfanadiga

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Dalla dominazione spagnola al Regno dei Savoia

In Sardegna per tutto il periodo della dominazione spagnola la situazione non cambiò se non in modo negativo. Nel 1698 muore il re Carlo Alberto II di Spagna, senza lasciare eredi diretti; due suoi nipoti si contesero il trono. Con la guerra di successione spagnola gli stati europei si schierarono con uno o con l'altro dei due contendenti e lo stesso accadde in Sardegna con i feudatari. Il popolo non si interessava di questo perché stava conducendo la sua battaglia per la sopravvivenza e aveva imparato a proprie spese che un padrone valeva l'altro, quando non era peggio.

Per quanto riguarda Gonnos, con l'avvento dei Savoia si ha una svolta nelle condizioni dei suoi abitanti; queste migliorano talmente che, dal 1688 al 1728 si ha l'incremento di un terzo della popolazione. Nel 1775 in tutta la Sardegna furono costituiti i Monti Frumentari o monti granatici, ma si ha notizia che nella Diocesi gonnese il Monte Granatico esisteva già. Infatti il Monte Frumentario di Gonnos fù istituito all'inizio del secolo dall'Arcivescovo Francesco Masones Nin. Il Monte continuò l'opera benefica delle Cause pie tra il popolo, servendo da fondo comune per le semine a tutti gli agricoltori che potevano così usufruirne pagando degli interessi molto bassi.

monte_granaticoIl Monte di Gonnos porta una targa nella porta datata 1775; si ha la certezza che in quell'anno esso venne ricostruito e non costruito in quanto non era possibile beneficiare della legge promulgata in quello stesso anno ed iniziare e terminare l'opera allo stesso tempo. Una legge del 1777 permettè ai Monti di cambiare dotazione tramite giornate lavorative effettuate gratuitamente dai lavoratori delle campagne. Nel 1786 molti di questi diventarono Monti Nummari, infatti potevano fare dei prestiti di denaro con un interesse pari all'1,5 per cento, prestiti che gli agricoltori potevano accendere per l'acquisto di bestiame, attrezzature da lavoro e per opere di miglioramento fondiario.

Il Monte ha continuato la sua opera sino ad oggi, ha cambiato nome nel 1928 diventando Cassa Comunale di Credito Agrario, oggi gestita dal Banco di Sardegna; si può dire quindi che nelle sue diverse forme amministrative e nomi quest'istituto funziona da oltre 200 anni. Questo fatto peraltro dimostra che gli abitanti di Gonnos sono sempre stati degli ottimi risparmiatori.

Una delle azioni lodevoli che si deve riconoscere ai Savoia è la diffusione dell'istruzione, tant'è vero che dall'inizio del loro regno hanno tentato di diffondere l'italiano per sostituire lo spagnolo. Per i primi due secoli fu solo un tentativo, poi quando aprirono le scuole in tutti i comuni la divulgazione dell'istruzione non trovò più grandi ostacoli.

A Gonnos non c'era una situazione così disastrosa infatti molti sapevano scrivere l'italiano, bene o male lo sapevano anche parlare o comunque si facevano capire. Nel 1839 i bambini che frequentavano la scuola era 50, gli amministratori dell'epoca riconoscendo l'importanza della lingua avevano fatto aprire scuole anche in locali di fortuna: in case private, persino nella "Domu de is oberaius" della chiesa di Sant'Elia fu allestita un'aula femminile che potevano frequentare solo fino alle terza elementare, mentre i maschietti frequentavano il corso completo. Solo nel 1935 si ebbe un caseggiato scolastico con aule spaziose, ampi corridoi e persino un gabinetto scientifico ben attrezzato.