Stemma Gonnosfanadiga

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Il marchesato

Gonos fanadiga o gonus fanadiga apparteneva al Marchesato di Quirra che era il più grande dell'Isola , diviso in distretti ai quali appartenevano un certo numero di villaggi; il capoluogo era Mont real sede della Baronia ove risiedeva il Podestà. Il marchese non risiedeva nel castello ma a Cagliari con tutti i funzionari e la sua Piccola corte. L'amministrazione del paese era così composta: il Notaio, il Clero ( rettore e più sacerdoti), il Major De Justizia (assistito da alcuni jurados), una compagnia di Barrancheles (sorveglianti delle campagne),una Ronda di 20 cavalieri armati in guardia dell'abitato, il Sindaco e alcuni Scrivani.

Il Notaio era il funzionario con abilitazione regia, aveva la massima fiducia del marchese e ne amministrava gli interessi nel paese, in particolar modo quelli economici.

Il Clero era composto da un rettore, un vice rettore e da un numero rilevante di sacerdoti; il suo compito era quello di occuparsi della giustizia,della supervisione e gestione delle “Cause Pie”.

Il Major De Justizia portava sempre con se un bastone chiamato “Baston judiciario”, era un uomo del popolo quasi sempre un pastore o un agricoltore. Si suppone che dovesse godere della fama di uomo giusto e benvoluto, considerato al di sopra di ogni sospetto.Il suo compito insieme ai jurados, era quello di amministrare la giustizia nelle cause di poco rilievo.

Il Sindaco veniva scelto su una lista di tre nomi suggeriti dal sindaco uscente, anch'esso era appartenente al popolo solitamente analfabeta che offre servizio a pagamento.

I Barrancheles sono i componenti della compagnia barracellare , reparto di guardie campestri che si occupavano di sorvegliare i beni della comunità, dovevano applicare le “Tenturas”, era una multa fatta al padrone di bestiame trovato incustodito.

La Ronda del paese era composta da 20 cavalieri scelti tra gli uomini più abili, il loro compito era quello di fare la guardia del paese, non si può dire con certezza se venivano sorvegliate le strade del centro o quelle che portavano al paese.

Gli Scrivani erano molto importanti per quel periodo, infatti la maggior parte della popolazione era analfabeta. Le pochissime persone che sapevano scrivere avevano fatto di questo una professione e venivano pagati con pochi soldi o pochi denari, e capitava che assumessero cariche importanti.

Tra le figure professionali non si ha notizia di un medico, in un documento sono citati i “cerusici” persone che possedevano delle nozioni acquisite da altri mestieranti e non perché avevano seguito un corso di studi. Prima che comparissero i medici laureati ci si rivolgeva alle “Mexineras” donne che erano a conoscenza di formule magiche e di ricette di medicinali preparati quasi esclusivamente con ingredienti naturali come erbe, miele, uova, olio di oliva.

Il fabbro esercitava come veterinario per quanto riguardava gli animali da lavoro, egli stesso preparava gli attrezzi che potevano essere necessari; l'allevatore di maiali si occupava delle castrazioni. Per prevenire l'insorgere di infezioni non venivano prese precauzioni se non quella di mettere dell'olio di oliva sulla ferita per evitare si appiccicassero le larve di mosca. Questi veterinari avevano la piena fiducia degli allevatori e il loro lavoro era privilegiato rispetto a quello dei veterinari laureati; questo fino a poco tempo fa.

I Gonnesi erano un popolo che lavorava sodo, che sfruttava le ricchezze che il territorio offriva, inoltre erano specializzati nelle coltivazioni estive. Tutti lo facevano e lo fanno tuttora: il pastore che si occupava dell'orto che aveva vicino all'ovile e produceva fagioli freschi e secchi, pomodori, frutta e verdura varia della stagione; l'agricoltore che nel tempo della mietitura aveva ben avviato il suo orticello, del quale avrebbe venduto i prodotti. Il frutto che maggiormente produceva reddito erano le angurie, si sceglievano i semi dei frutti più grossi e che comparivano per primi nella piantina; le angurie erano molto dolci e senza le venature che le rendono indigeribili, molte volte si vedevano lunghe file di carri che arrivavano anche da lontano per ripartire carichi di questo frutto di ottima qualità. Un altro prodotto presente in tutte le famiglie gonnesi è il prosciutto; si allevavano due maiali, uno si uccideva e vendeva per recuperare le spese, con l'altro si facevano i prosciutti utilizzando come ingredienti il sale marino e il pepe nero, in mancanza del pepe si utilizzava il fumo di legna fresca.

Per far fronte alle varie necessità della popolazione c'erano i vari artigiani: fabbri, falegnami, conciatore, muratore, imbianchino, calzolaio, pittore, orefice, un barcaiolo il cui compito era trasportare persone, cose da una riva all'altra a Bau de Canneddus fin quando non è stato costruito il ponte nel 1850.